| News dalla FIT - BOLELLI escluso a tempo indeterminato dalla COPPA DAVIS |
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Simone Bolelli non sarà più convocato in Coppa Davis. Questa la decisione del Consiglio Federale annunciata dal presidente della FIT Angelo Binaghi dopo il rifiuto del ventiduenne bolognese a vestire la maglia azzurra in occasione di Italia-Lettonia. "Il rispetto della maglia azzurra - ha aggiunto Binaghi - è il nodo centrale della programmazione della Federazione. Gli atleti devono essere da esem! pio ai più giovani, devono essere portatori di valori alti perché lo sport ha anche una funzione sociale. Rispettare la maglia azzurra significa rispettare se stessi, i compagni, coloro che ti hanno aiutato e chi l'ha indossata prima di te, onorando te e il tuo Paese". Il presidente ha insistito su questo punto: "La nazionale non è né di Binaghi, né del Consiglio Federale, né di Barazzutti o della FIT. La Nazionale appartiene alla tua famiglia, è di chi ti vuol bene, è di tutto il Paese che hai l'onore di rappresentare. E' un bene intangibile e non è nella disponibilità di nessuno potervi rinunciare". IL SISTEMA-FIT - Quindi Binaghi ha parlato di come tutta l'attività federale sia funzionale al rispetto per la maglia azzurra. "Il nostro sistema da anni si basa si questo principio. Le società sportive si tassano anche per consentire alla FIT di poter sostenere l'attività e la crescita dei giovani, nella speranza di aiutarli a diventare campion! i. Noi dirigenti dilettanti ci mettiamo il nostro lavoro e il nostro t empo per mandare avanti il movimento. In cambio chiediamo agli atleti solo la disponibilità per due settimane l'anno, le due settimane in cui si gioca la Coppa Davis. Tutto il sistema, dai PIA al Club Italia - il cui protocollo (che verte su due punti: il rispetto della maglia azzurra e la garanzia di non far uso di doping ) Bolelli non ha firmato - è stato costruito quattro-cinque anni fa per tutelare il principio del valore della maglia azzurra e vi ruota attorno. Non rispondendo alla convocazione Bolelli si è dunque volontariamente messo fuori dal sistema FIT, e le conseguenze automatiche della sua scelta sono che per cinque anni non potrà giocare la serie A né ottenere wild cards nei tornei da noi organizzati. I punti di cui ho parlato sono di dominio pubblico, condivisi e voluti dal movimento e noti ai giocatori che li visionano, firmano e accettano". LINEA DI CONFINE - "La maglia azzurra è dunque la linea di confine fra lo stare dentro o fuori dal s! istema. Il gruppo Bolelli ha scelto di varcare questo confine in modo consapevole, freddo e ragionato, giustificando la propria decisione in modo risibile e formalmente inaccettabile. Ne prendiamo atto, i regolamenti lo consentono ed è la grande anomalia di questo sport. Tanti auguri: Simone è un bravo ragazzo, simpatico e molto forte. Continueremo a tifare per lui: ha qualità tecniche da top ten e speriamo che non paghi i limiti caratteriali, visto che i campioni devono essere prima uomini e poi atleti. Speriamo possa essere l'eccezione che conferma la regola". FUORI PER SEMPRE - Ed ecco, dunque, la decisione presa dal Consiglio Federale: "Il gruppo Bolelli ha scelto di andarsene. Date a noi almeno la possibilità di scegliere come deve farlo. La FIT non è un tram sul quale si sale, si scende e magari si risale a proprio piacimento o secondo convenienza. Oltretutto, nei tram c'è il conducente, ed è lui che decide se e a chi riaprire le porte. Dunque il C! onsiglio Federale ha deciso che finché in carica ci saremo noi Bolelli non giocherà più in Coppa Davis. Siamo fermamente intenzionati a far giocare in Nazionale solo chi crede che la maglia rappresenti un valore da difendere. Gli stessi coach dei giocatori ci hanno chiesto una linea univoca, seria, rigida. Continueremo a far programmi, come è stato fatto finora, soltanto con coloro che si riconoscono nel sistema che abbiamo voluto, a costo di giocare in Coppa Davis con gli Under 12. Gli altri possono tranquillamente seguire Bolelli". GIUSTIFICAZIONI NON VALIDE - Qualcuno ha ricordato che il giocatore si giustifica dicendo che aveva avvertito da tempo di non contare su di lui. "Bolelli è un giocatore che è cresciuto all'interno del nostro sistema. Dalla FIT ha avuto contributi, wild cards, assistenza e aiuti di ogni tipo. Ci ha scritto numerose volte per ringraziarci e per giurare che avrebbe sempre risposto alle chiamate della FIT. Ha anche firmato impegni a farlo. Sapeva, dunque, di non poter chiedere quel che ha chiesto al! la vigilia di un incontro difficile e delicato come quello con la Lettonia di Gulbis. Anche un altro giocatore che è in pieno figlio del nuovo sistema-FIT, come Fognini, aveva programmato con il suo coach Piatti di andare a giocare in oriente sul veloce, come lui. Ma quando lo abbiamo convocato si è presentato a Montecatini ed è stato felice di giocare". VOLANDRI E IL LUSSEMBURGO - Qualcuno ha anche ricordato la non convocazione di Filippo Volandri nel luglio 2007 a Alghero nella sfida di Davis con il Lussemburgo. "Era una situazione completamente diversa - ha spiegato Binaghi - non potete paragonare il valore di Gulbis e quello di Muller. Volandri ci chiese di essere esentato da quell'incontro, che peraltro si giocava sul veloce, perché i nostri avversari ci avevamo chiesto l'inversione di campo. Il capitano Barazzutti disse di poter utilizzare altri giocatori ugualmente competitivi, ma so per certo che se avessimo detto a Volandri che avevamo b! isogno di lui sarebbe venuto senza problemi". NESSUNA SCUS A PER BOLELLI - "Il giocatore ha avuto nel corso degli anni dalla FIT sostegno sia economico che personale. Ad esempio quando ci chiese aiuto per uscire da un contratto firmato con una società che lui stesso definì capestro. Gli mettemmo a disposizione i nostri avvocati, pagati dalla Federazione. Lui e il suo coach Claudio Pistolesi nel novembre del 2007 mi chiesero di intervenire per consentire al giocatore di allenarsi presso gli impianti sportivi delle Fiamme Gialle di Roma. E' stato fatto. Ho con me tutta la documentazione che attesta le diverse lettere firmate dallo stesso Bolelli in cui ringrazia la Federazione per i contributi economici avuti e si impegna a dare la sua disponibilità in caso di convocazioni in Coppa Davis. Non ci sono scuse per il suo atteggiamento". CASO PISTOLESI - "In questi anni gli abbiamo dato tanto, sicuramente più di quanto abbiamo dato ad altri coach egualmente validi. Gli abbiamo assegnato anche incarichi all'interno! della Federazione: è stato capitano della squadra ai Giochi del Mediterraneo e in Coppa Europa quando giocava lo stesso Bolelli, che peraltro all'epoca si allenava con Vavassori. Ci ha rappresentato ad un meeting dell'Itf, lo abbiamo proposto come commentatore degli Internazionali su Italia 1. Ripeto, ad altri coach abbiamo sicuramente dato meno e su questo rifletteremo in futuro". NEWS DALLA FIT
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