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Nell’esprimere una considerazione riguardante questa bellissima manifestazione sportiva, ritengo occorra puntare la nostra attenzione su due concetti tanto basilari quanto originali: riconsiderare lo sport come diritto universale e interpretarlo anche come un servizio sociale.
Il ruolo di amministratore mi ha portato ad approfondire una tematica come quella della disabilità e, ad oggi, mi rendo conto che non c’è bisogno di spazi appositi per lo sport dei disabili, ma di spazi da condividere.
Le persone disabili hanno gli stessi diritti fondamentali degli altri cittadini. Il primo articolo della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani afferma: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali indignità e diritti”. Per raggiungere questa meta, tutte le comunità devono celebrare la diversità nel loro ambito, ed assicurarsi che le persone disabili possano godere di tutti i tipi di diritti umani: civili, sociali, politici, economici e culturali riconosciuti dalle varie Convenzioni internazionali, dal Trattato dell’Unione Europea e dalle varie Costituzioni nazionali.
I disabili rivendicano le stesse opportunità di accesso alle risorse sociali, come il lavoro, l’educazione scolastica e professionale, la formazione alle nuove tecnologie, i servizi sociali e sanitari, lo sport e il tempo libero, ed ai prodotti e beni di consumo. Infatti, particolare attenzione viene posta, oggi, alla qualità della vita sia attraverso opportune politiche socio-sanitarie sia, e più specificamente, mediante la programmazione di progetti educativi e riabilitativi per persone diversamente abili. Ponendo come centrale questo importante e moderno concetto, non può essere sottovalutato il tempo libero che è evidentemente un indicatore di qualità. Infatti, proprio per i positivi riflessi sulla percezione del benessere, esso viene, ora anche nel nostro Paese, considerato un ambito rilevante della vita delle persone con disabilità da valorizzare con attività gratificanti.
La possibilità di poter partecipare a proposte ricreative integrate, come quella organizzata dall’Associazione “Gli Artisti del Set”, consente, anche alle persone con grave disabilità, di poter trovare energie, stimoli e significati per affrontare positivamente i diversi problemi posti dalla vita quotidiana. L’educazione fisica, l’attività motoria, i giochi e le attività ludiche mirate all’integrazione, la possibilità di avviamento alla pratica sportiva, come momento riabilitativo e di conquista di autonomia personale e di gratificazione per il miglioramento dell’autostima, sono strumenti educativi concreti per i quali è auspicabile una sempre maggiore diffusione.
Assessere Emiliano Remolo
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